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Storia, notizie e...

La storia

Personaggi illustri

Le quattro chiese

Villa "La Sultana - Il primo Casinò d'Italia

villa sultana vista da Corso Regina Margherita

 

 

 

 

 

1) Presupposti e contesto nei quali inserire la Villa

Da quanto scrisse Pio Lazzarini nell'Aprile del 1884 se ne ricava che nel 1860 Ospedaletti era ancora un "borgo formato da un gruppo di casolari".

Nel 1871, a risvegliare il sopito borgo di pescatori per toglierlo dalla sua vita di provincia e proiettarlo finalmente in Europa, arrivò la Società Anonima Ferrovia Alta Italia (S.F.A.I.) la quale si impegnò con lo Stato italiano a realizzare, tra le altre, la linea ferroviaria che doveva collegare La Spezia al confine francese (Km. 222) entro il 1874. Nello stesso anno 1874, la "Collettoria rurale" di posta diventò ufficio postale di terza classe e grazie alla ferrovia iniziò a funzionare un recapito telegrafico situato presso la stessa stazione dei treni.

La svolta decisiva, che condizionerà inevitabilmente lo sviluppo urbano della ospedaletti del XX secolo e ne caratterizzerà la sua economia, avvenne nel 1880 e più precisamente il 30 agosto quando la Société Foncière Lyonnaise, una delle prime società immobiliari della Francia con sede a Parigi, visitò questa località e per le sue qualità la giudicò "assai adatta per stabilirvi una stazione invernale ed estiva". Già nel mese successivo la Società acquistò molti terreni a cui se ne aggiunsero altri, avvalendosi peraltro della collaborazione della Società Française-Ligurienne; a ciò seguì la costruzione di dodici nuove eleganti strade della complessiva lunghezza di 9.430 metri e con il corso principale largo 20 metri per opera dell’Ing. Bertin, sulle quali si affacciano eleganti e, a volte maestosi, fabbricati fra cui: Villa Oster, Villa Belvedere, Villa Tamagno, Villa Clotilde, Villa Doussia, Villa La Tour, Villa Christy, Villa Zirio, Villa Rosalia e sontuosi Hotel come l’Hotel Royal, Hotel Guglielmina, Hotel Riviera, Hotel Metropol e Hotel Suisse (quest'ultimo distrutto durante il II conflitto mondiale).

Nel 1883 vennero costruiti per primi l'Hotel "Regina Margherita" e la sontuosa Villa "La Sultana", ambedue prospicenti il Corso principale (oggi Corso regina Margherita, cosiddetto "Boulevard"), variante alla vecchia Via Aurelia che all’altezza dello “Scoglio del Diavolo”, roccia affiorante e antica insidia per la marineria, corre quasi in piano sino a collegarsi con il vecchio tracciato al ponte "dei Rolleri" sotto il cimitero.

Contemporaneamente alla realizzazione dell’impianto viario ed alla costruzione dei primi edifici, la Società Fondiaria produsse un dettagliato piano di lottizzazione.

omnibus di collegamento con sanremoAlcuni anni dopo Ospedaletti venne collegata a Sanremo con un omnibus, grossa carrozza trainata da un solo cavallo, così definito perché destinato a tutti e non soltanto alle personalità.

Sono questi gli anni in cui cominciarono a prendere corpo quei settori dell’economia che principalmente caratterizzeranno il futuro di Ospedaletti: il turismo e la floricoltura. Infatti, contemporaneamente all’attività turistica, iniziò la coltura sperimentale intensiva di fiori da recidere (primo fra tutti il garofano) che portò pochi anni dopo alla creazione del primo mercato dei fiori in Italia nella Piazza della Stazione.

2 Analisi e storia della Villa

Villa "La Sultana", immersa in un lussureggiante parco di circa 14.000 metri quadri e ricco di piante d’alto fusto, palmizi e di essenze anche non comuni di grande pregio botanico, sorge in posizione dominante, nella zona centrale di Ospedaletti a monte del borgo marinaro con accesso da Corso Regina Margherita e a circa 250 metri dal mare. Villa Sultana in una stampa d'epoca

Iniziata nel 1883, venne completata l’anno seguente e l’artefice fu l’arch. S.M. Biasini di Nizza (1841-1913). Coadiutori furono i signori Jeausoulin di Mentone e Bonfante di Sanremo; impresario fu il signor Marmaglia di Torino, che precedentemente si era occupato dell’opera del Gottardo.

Decoratore fu il pittore Morgari, ispettore del museo di belle arti di Torino, mentre i signori Meroni, Fosati, Pavesi e Crespi furono i fornitori del resto.

Villa "La Sultana" si distingue dagli altri edifici per la tipologia usata, propria delle costruzioni di carattere mondano, e per la particolare destinazione d’uso. E’ un edificio che appartiene all’eclettismo di matrice francese, al periodo cosiddetto “rinascimento francese” (R.F.) e più precisamente siamo negli anni in cui agli elementi caratteristici dell’architettura del Rinascimento italiano, fatti propri dal R.F., si aggiungono le ricche decorazioni che caratterizzano il II Impero. Il più illustre interprete di questo periodo fu J.L.C. Garnier (1825-1898), mentre l’edificio a cui attinse lo stesso Biasimi per la costruzione di Villa "La Sultana" fu il Casinò di Montecarlo, realizzato dallo stesso Garnier tra il 1878 ed il 1879.

la cupola di destra

 

cupola destra vista dal Reginadettagli architettonici delle cupole

 

 

Da Corso Regina Margherita, percorrendo i vialetti che attraversano il lussureggiante parco, si giunge ad una elegante scalinata centrale che ci conduce nell’atrio della Villa, fulcro di tutto l’edificio. L’atrio risalta sia perché è aggettante, sia per la sua forma ottagonale e sia per le notevoli dimensioni; inscrivibile in un quadrato di 11 metri di lato, ha una superficie di circa 100 mq.; è coperto da una cupola, anch’essa ottagonale, che purtroppo è crollata nel 1989.

Era una cupola “leggera” formata da uno scheletro in legno e da due calotte (quella interna intonacata e quella esterna coperta da lamine di metallo) e terminava con un lucernario, per una altezza complessiva da terra di circa 25 metri.

Dall’atrio si accede a 3 sale: quella posteriore adibita a bar (circa 35 mq), attraversata la quale si accede ad un lungo corridoio di servizio di 60 metri, e due laterali (circa 65 mq ciascuna) su ognuna delle quali si apre una galleria di circa 180 mq di superficie e una altezza di circa 9 metri che a Sud si affaccia su un porticato. Quindi l’edificio termina, ai lati, con due ulteriori sale di circa 90 mq ciascuna; ognuna è coperta in parte da una volta a padiglione in mattoni, di pianta quadrata, per una altezza complessiva da terra di circa 18/20 metri. Anch’esse esternamente sono ricoperte da lamine in metallo e, con la cupola centrale, caratterizzano in modo evidente la villa. Lungo il prospetto principale corre inoltre un camminamento che termina ai lati con due terrazze semicircolari.

Un salone in foto d'epocaVilla "La Sultana" fu concepita come casino, intendendo con tale termine un edificio destinato a sede di circolo e specialmente di casa da gioco; quindi fu concepita come luogo ricreativo, nel quale gli “ospiti” della Riviera, l’aristocrazia di tutta Europa ed in particolare quella orientale, potevano ritrovarsi per giocare e divertirsi attorno ai tavoli verdi o per conversare sugli argomenti più diversi al circolo, allora presieduto dall’On. Biancheri.  

Sotto la direzione della Società, che gestiva anche il Casinò di San Pellegrino prima e dei fratelli Tedeschi poi, vennero organizzati incontri mondani, congressi, simposi, cerimonie e serate musicali di rilievo. Divenne famoso per i suoi “matinée”, così definiti anche se avevano inizio alle ore 15,30 per permettere al bel mondo di essere presente dopo le ore piccole trascorse intorno alle “roulettes”.il dorso di una carta del Casinò

All’arrivo di ogni treno veniva messo a disposizione dei clienti un piccolo omnibus che inizialmente trainato da cavalli e successivamente a trazione meccanica, li portava direttamente dalla stazione alla Villa.

Le sale da spettacolo, unitamente all’elegante Tea Room Biancheri ed al grazioso Alexandra Tea Room, costituirono il polo mondano su cui gravitarono tutti gli ospiti importanti del paese. Ben presto, però, la Villa si trasformò anche in luogo di meditazione; infatti proprio per la presenza di tali e tante persone che appartenevano a culti religiosi diversi, si sentì l’esigenza di soddisfare anche il loro bisogno di preghiera. Così, oltre alle chiese esistenti in paese, nacquero la “Deutscher Evangelische Gottesdienst” retta dal Pastore Hartmann e la “Church of England” retta dal cappellano Barber, due cappelle non cattoliche ospitate, ognuna nella propria sala, in appositi locali della villa.

Il tempio dell’azzardo divenne così anche il tempio del Signore. Villa La Sultana, su licenza rilasciata dal Sotto Prefetto di Sanremo, ospitò così il primo Casinò d’Italia dal 1884, anno della sua inaugurazione, sino al 1905, quando la Società che lo gestiva cedette la licenza alla città di Sanremo.

Da allora continuò solo come circolo privato, potendo comunque contare su un turismo di eccellenza sino a quando i venti di guerra nell’agosto del 1914 posero fine al felice periodo di un’epoca passata alla storia come “Belle Epoque”.

All’inizio della II guerra mondiale, già chiusa da anni, la Villa ospitò reparti militari sino alla conclusione del conflitto.

Successivamente subì alcune trasformazioni e venne adibita a residenza privata sino alla fine degli anni ’50. Rimasta vuota e disabitata è stata abbandonata al suo destino fatto di incuria e decadenza.  

3) Il Decreto di salvaguardia

Il 2 gennaio 1967 interviene il Ministro Segretario di Stato per la pubblica istruzione che:

Vista la legge 1 giugno 1939, n. 1089 sulla tutela delle cose di interesse artistico e storico; Ritenuto che la Villa Sultana con parco – ex Casinò di Ospedaletti – sito in Provincia di Inperia, Comune di Ospedaletti, segnato al catasto ai numeri di mappa: 55a, 55b/43 il parco – 40 la villa, di proprietà Soc. P.E.C.O. Spa, Soc. An. Ma. Per l’esercizio del Casinò di Ospedaletti di (paternità) Amministratore Unico Rag. Vincenzo Floridia confinante a Nord: Via Cavour; Est:Mapp. 102 e 98; Sud: Corso regina Margherita; Ovest: Via Cav. Di Rodi ha interesse particolarmente importante ai sensi della citata legge perché costituisce un notevole esempio di architettura monumentale fine ottocento avente altresì valore di documento storico come testimonianza degli influssi stilistici francesi del tempo. Opera dell’architetto nizzardo Biasimi, costituisce un tutto unico col lussureggiante parco particolarmente prezioso per la varietà della flora e le caratteristiche comuni ai parchi e giardini della Riviera dei fiori e della Riviera francese.

D E C R E T A

La Villa Sultana, con parco come sopra descritto, è dichiarata di interesse particolarmente importante ai sensi della citata legge 1 Giugno 1939 n. 1089 e viene quindi sottoposta a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa. 2 Gennaio 1967. 

4) Bibliografia

- Ospedaletti, articolo di Pio Lazzarini pubblica su L’Illustrazione italiana. Milano-Roma Anno XI n. 17 Aprile 1884;

- Le memorie di Coldirodi, di Giovanni Semeria detto il Bongesù circa 1884;

- Le quattro Chiese di Ospedaletti, di Don Giacomo Guglielmi, editrice Alzani Pinerolo 1981;

- Ospedaletti – un po’ di storia, di Alberto Politi ed. Alzani Pinerolo 1999.

Ricerche storiche e testi di Gianni Rebizzo