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La Ferrovia e Ospedaletti

""OSPEDALETTI....STAZIONE DI OSPEDALETTI LIGURE""
Questo è stato l'ultimo annuncio all'arrivo del treno nella Stazione di Ospedaletti esattamente alle ore 00,13 del 25 settembre 2001.

Scorcio panoramico e stazione - 1890

Si, era proprio l'ultimo treno perché da quel giorno con lo spostamento a monte della linea ferroviaria S.Lorenzo-Ospedaletti non sentiamo più i convogli passarci vicino.... Quel treno è stato salutato da alcuni ospedalettesi che hanno percorso la breve tratta Sanremo-Ospedaletti, acquistando regolarmente gli ultimi biglietti, tra canti e brindisi impiegando la bellezza di 29 minuti per percorrere poco più di cinque chilometri in ossequio all' "ultimo viaggio".

Uno degli ultimi esemplari di biglietto ferroviario per Ospedaletti LigureUno degli ultimi esemplari di biglietto ferroviario per Ospedaletti Ligure

L'avvento della ferrovia e la sua costruzione ha portato indubbiamente notevoli ed importanti vantaggi alla floricoltura ed al turismo che in quegli anni (1870/1880) iniziavano ad emergere come risorsa lavorativa ed economica per questa zona facilitando l'esportazione dei prodotti floricoli, dei limoni e piante ornamentali non solo in Italia, ma soprattutto all'estero e la possibilità di accogliere turisti che avevano comodamente viaggiato per giungere in uno dei più belli ed attrezzati luoghi di cura e villeggiatura in Europa.

spedizione di grand phoenix destinate a Roma - 1906

Allora perché ancora prima della costruzione del grande muro (più volte accostato alla muraglia cinese per la sua imponente mole e a quello di Berlino perché divideva due importanti realtà: il mare e gli Ospedalettesi) i cittadini e le Amministrazioni Comunali ne hanno chiesto a voce alta lo spostamento a monte della ferrovia e l'abbattimento del muro!!??

Il muraglione visto da Via XX Settembre - 1967/1968La risposta, di particolare efficacia, possiamo trovarla nella relazione-richiesta dell'allora Presidente della Provincia Manfredo Manfredi che a nome di tutti gli enti amministrativi ed economici avanzò al Ministro dei Trasporti Scalfaro ed ai funzionari delle Ferrovie dello Stato in occasione di una riunione tenutasi ad Imperia il 9 Maggio 1968, ove metteva soprattutto in evidenza la necessità di "togliere la strada ferrata" dal litorale di Ospedaletti in quanto nessun altro Comune costiero fu così tanto danneggiato dalla costruzione di quest'opera che aveva allontanato i cittadini dalla loro fonte di vita e da qualcosa di più che scorreva nelle loro vene da generazioni: l'acqua del mare. Il muraglione visto dal mareOggi gli abitanti di Ospedaletti devono recarsi nelle stazioni delle vicine Sanremo e Bordighera per potersi spostare con il treno e un po' rimpiangono, forse, la vecchia stazione che ancora oggi conserva l'insegna con la scritta "OSPEDALETTI LIGURE". L'auspicio dei cittadini e la volontà dell'amministrazione comunale è che il sacrificio alla rinuncia della stazione ferroviaria possa di contro portare a questa cittadina una migliore destinazione e fruizione degli spazi sul mare donando anche al litorale quell'aspetto turistico tipico di tante città rivierasche della vicina Francia.

Ecco, quindi, fedelmente riportato, il testo della relazione-richiesta pubblicata sul mensile della Camera di Commercio di Imperia "Riviera dei Fiori" del maggio 1968.

Leggiamola con attenzione e......guardiamo attentamente le fotografie per renderci conto dell'evoluzione che di questa cittadina che così tanto ha avuto da quella ferrovia costruita sulla spiaggia, ma a quale prezzo...!!

Il problema del raddoppio e dello spostamento a monte della Linea Ferroviaria in Provincia di Imperia (da un articolo pubblicato sul numero 5/6 del maggio-giugno 1968 del mensile "Riviera dei Fiori" edito dalla C.C.I.A. di Imperia)

Nella riunione tenutasi il 9 maggio ad Imperia alla presenza del Ministro dei Trasporti Scalfaro e dei funzionari delle FF.SS, il Presidente dell'Amministrazione Provinciale, comm. Manfredo Manfredi, a nome di tutti gli enti amministrativi ed economici della Provincia di Imperia, ha avanzato le richieste e le osservazioni riguardanti il progetto di massima del raddoppio e spostamento a monte della ferrovia nel tratto corrente nella Riviera dei Fiori. Consapevoli della importanza del documento, lo riportiamo nel testo integrale.

La linea ferroviaria Genova-Ventimiglia ha cento anni di vita, ma occorre rilevare che dalla data della sua costruzione, pur essendo stati realizzati notevoli perfezionamenti tecnici, ben pochi progressi ha fatto in provincia di Imperia per superare tutte le difficoltà connesse all'infido tracciato.

La Ventimiglia-Genova è una strada ferrata di primaria importanza internazionale, con un traffico notevolissimo; ciononostante è rimasta, soprattutto nel tratto che interessa la Riviera dei Fiori, una ferrovia a binario unico, esposta alle offese del mare, assurdamente inserita nel frastagliato disegno della costa e, quel che più pesa, nel centro degli abitati.

La storia ci ricorda che la ferrovia in questione è una delle prime in Italia ad essere iniziata: nel 1856 fu costruito il primo tronco Genova-Voltri, nel 1868 il rimanente fino a Savona e nel 1872 fu completata fino a Ventimiglia. I 147 chilometri di strada ferrata costruiti dalla metà alla fine del secolo scorso, già nei primi anni del 1900 si erano rivelati insufficienti per lo sviluppo del traffico.

Dopo la prima guerra mondiale in poi, la linea è rimasta notevolmente appesantita, in quanto si è verificato un notevole aumento delle industrie e degli empori marittimi, e soprattutto negli ultimi decenni, a causa del turismo e dell'aumento demografico delle popolazioni della costa ligure.

Allo stato attuale, dei 147 chilometri, solo trenta sono a doppio binario: da Genova a Voltri, da Loano ad Albenga, da Ospedaletti a Ventimiglia.

La stazione di Ospedaletti dopo la chiusura

Sono in atto i lavori necessari per unire il tratto Voltri-Varazze-Savona, che si realizzeranno entro 1970. E' programmato il tratto Savona-Finale Ligure.

E' una linea con forti curve e pendenze ed i treni diretti viaggiano ad una media di 50/60 all'ora, riducendo tale linea internazionale in condizioni di transito veramente arretrato rispetto ai tempi moderni.

La linea Genova-Ventimiglia ha una importanza di collegamento tra l'Italia e l'Europa Sud-Occidentale: sull'unico e logoro binario passano treni internazionali quali il TEE, il Riviera Express, il Gotthard Express, ed altri importanti treni di collegamento tra le più importanti citt à europee. Domani, quando saranno realizzati i programmi in atto tra Finale e Genova, la situazione si farà ancora più tragica e la strozzatura veramente insostenibile.

Le previsioni per i prossimi dieci anni, fatte dal Ministero dei Trasporti, danno un aumento considerevole di traffico, sia di viaggiatori che di merci.

Sarà dunque assolutamente necessario potenziare tale linea, rendendola tutta a doppio binario, con nuove stazioni più ampie e meglio attrezzate, adottando velocità di marcia molto elevate, ciò che consentirà di aumentare notevolmente il numero dei treni nelle 24 ore.

Occorre dunque porre mano alla soluzione di tale problema con una visione ed un impegno che, seppure in prospettiva, devono garantire definitivamente il soddisfacimento di ogni istanza.

Desidero prima di tutto esprimere un vivo ringraziamento a Lei, sig. Ministro, e alla Direzione Generale delle FF.SS., per l'occasione che ci è stata fornita di esaminare gli studi di massima fatti circa il raddoppio della ferrovia.

In essi abbiamo riscontrato come numerosi problemi di spostamento a monte della linea ferrata vengano risolti. Basti citare Imperia e Sanremo. Sono soluzioni notevoli e che dimostrano con quanta buona volontà e comprensione sia stata tenuta in debito conto gran parte delle richieste avanzate dai Comuni, dalle Autorità 'politiche e amministrative e, in modo particolare, dai nostri Parlamentari.

Passerò, ora, sulla scorta delle conoscenze sopra accennate circa gli studi in atto presso l'Azienda delle FF.SS., a descrivere alcune osservazioni, o meglio, ad avanzare alcune proposte di emendamenti allo studio stesso, al fine di inquadrare in una unica visione il problema dello spostamento a monte e del raddoppio, del binario ferroviario e fornire ad esso una soluzione definitiva.

Sul tratto ANDORA - DIANO MARINA

Si chiede:

1) spostamento a monte del tracciato secondo le proposte dei Comuni interessati.
2) una nuova stazione unificata, costruita alle spalle dell'abitato di Diano Marina previo l'eliminazione della stazione di Cervo-San Bartolomeo ed il conseguente tracciato tortuoso.

Alle richieste sopra esposte occorre rilevare che è da parecchio tempo che l'Amministrazione Comunale di Diano Marina e le Amministrazioni Comunali di Cervo e San Bartolomeo del Cervo si interessano per riuscire ad ottenere lo spostamento a monte della linea ferroviaria.

Come è noto, Cervo e S. Bartolomeo del Cervo sono centri balneari di notevole importanza e Diano Marina è una città turistica di importanza internazionale (oltre 1.100.000 presenze annue, di cui circa 800.000 di stranieri), in fase di notevole sviluppo edilizio.

L'Amministrazione Comunale di Diano Marina ha da tempo chiesto la realizzazione di un progetto che prevede notevoli vantaggi per l'Amministrazione delle FF..SS. e precisamente:

a) riduzione notevole del tracciato, reso rettilineo o quasi, con conseguente possibilità di sviluppo di alte velocità;
b) abolizione della stazione di Cervo, con conseguente notevole economia di gestione di percorsi;
c) donazione, da parte del Comune, dell'area occorrente al nuovo tracciato.

Il tracciato in questione fu inserito nel Piano Regolatore Comunale di Diano Marina quale "variante" del percorso attuale, ma esso non può essere assunto come base di programmazione di tale sviluppo se non sia accettato, anche in via di larga massima, dal l'Amministrazione delle FF.SS.

Questa accettazione consentirebbe di poter procedere alla stesura definitiva del Piano Urbanistico e della viabilità, conseguendo un validissimo incentivo per una ripresa della attività edilizia di espansione dell'abitato e, delle attività turistiche in tutta la zona dianese, con quegli evidenti vantaggi di ordine materiale e morale che è facile immaginare, evitando un danno che un blocco di 30-40 anni arrecherebbe aria cittadinanza ed agli operatori economici.

Tratto BORGO PRINO - BUSSANA

Si chiede uno spostamento a monte rispetto al tracciato progettato, con la creazione ad Arma di Taggia di un'unica stazione che abbracci un comprensorio importante, per abitanti e produzioni floricole. Verrebbero eliminate le stazioni di San Lorenzo e Riva Santo Stefano. La stazione di Arma dovrebbe servire anche per il nuovo Mercato Provinciale dei Fiori che sorgerà all'Armea. Al riguardo, occorre fare le seguenti considerazioni:

1) Stazione S. Lorenzo-Cipressa. Serve i Comuni di S. Lorenzo al Mare, Cipressa, Costarainera, Civezza, Pietrabruna, per un totale di 3.860 abitanti.

Era una stazione destinata, prima dell'ultima guerra mondiale, a servire il Centro Sanatoriale di Costarainera, ma ora non più, dato che si fermano soltanto 4 treni accelerati locali al giorno.

E' una stazione di modesto traffico, con un incasso annuo di biglietto (1967), di L. 2.600.000. Il traffico bagagli in arrivo e partenza è stato, nel 1967, di n° 270, mentre il traffico spedizioni colli celeri e bagagli è stato di n ° 550.

Il costo del personale incide per lire 11 milioni

2) Stazione di S. Stefano -Riva Ligure. E' ubicata nel territorio del Comune di S. Stefano al Mare e serve i Comuni di Riva Lìgure, S. Stefano, Terzorio e Pompeiana, con una popolazione complessiva di 8.000 abitanti.

Ha un traffico relativamente modesto ed ha avuto un introito (traffico viaggiatori e merci) nell'anno 1967, di lire 10.629.605.

I carri merci durante il 1967 sono stati n° 72, di cui 10 di provenienza estera. Le spese per il personale ammontano a L. 9.882.000.

3) -Stazione di Taggia-Arma. Nel corso dell'anno 1967, i dati del traffico relativi alla stazione di Taggia-Arma, sono i seguenti: viaggiatori in partenza n° 41.141 per L. 80.728.180. Il traffico viaggiatori è continuamente in aumento.

Bagagli e depositi n° 4.895 per L. 5.652.000, per i primi e n° 1.328 per L. 295.850, per i secondi. I primi 4 mesi del 1968 hanno registrato n° 274 spedizioni bagagli in più e 59 depositi in più, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Trasporti a carro conto commercio 1.027 per lire 56.486.000.

Trasporti a carro conto servizio n° 305.

Si deve notare che la stazione di Taggia Arma è sede di concentramento per tutti i lavori inerenti la massicciata della sede ferroviaria per la tratta Ospedaletti-S. Lorenzo al Mare.

Trasporti in collettame a piccole partite per l'interno e per l'estero: n° 12.546 per L. 91.125.000.

Nei primi quattro mesi del 1968 vi è stato un incremento di traffico di n. 1.052 tra arrivi e spedizioni in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A tale volume di traffico bisogna aggiungere le spedizioni ed arrivi in servizio, per un totale di 984.

Le spese per il personale della stazione di Taggia-Arma per l'anno 1967 sono state di L. 22.763.000.

Il servizio assegni incassati per conto degli speditori è assai notevole e così ripartito:

Si pone in evidenza che, durante l'anno 1967, sono stati spediti da Taggia-Arma per l'estero colli 146.799 di fiori per un peso complessivo di q. 15.253.

E' da sottolineare che trattasi di moneta pregiata che viene introitata in Italia.

Tratto Capo Pino (Villa Helios) - Villa Delle Rose (Ospedaletti)

si chiede:

lo spostamento a monte del tratto Foce Capo Pino di Sanremo per consentire con due chilometri il superamento a monte dell'abitato di Ospedaletti.  

la stazione di Ospedaletti - 2001

Ciò consente un notevole abbrevio della percorrenza, l'eliminazione della stazione di Ospedaletti, la quale risulta oltretutto antieconomica.

Al riguardo vale riportare alcune considerazioni:

1) movimento passeggeri n° 622 (in arrivo e partenza) con deficit annuo, per le sole spese ordinarie, di L. 70 milioni stimati;

2) Manutenzione straordinaria del muraglione a difesa del mare con incidenza di spesa di L. 20 milioni all'anno, con frequenza di opere quinquennali;

3) impossibilità di condurre in porto il problema della spiaggia e del porto turistico, perché un muraglione mediatamente alto 3 metri separa completamente l'abitato dal mare.

Ci sono due accessi pedonali con un'altezza media di m. 1,50, di cui uno serve anche come scolo delle acque;

4) il raddoppio del binario, che ha avuto inizio proprio da Ospedaletti, ha determinato la distruzione dell'arenile;

5) fin dal 1869 il Consiglio Comunale di Ospedaletti aveva deliberato di non costruire la ferrovia, spostandola a monte senza fermata.

Tratto OSPEDALETTI - VENTIMIGLIA

si chiede l'impegno da parte della Azienda Ferroviaria di includere nei suoi piani futuri là spostamento a monte della linea tra Bordighera e Vallecrosia e la concentrazione dei servizi in una stazione unica, la quale possa assolvere funzionalmente alle necessità turistiche e commerciali di Bordighera e Vallecrosia.

Tale richiesta si pone in una prospettiva più lunga delle precedenti, ma è altrettanto importante ed urgente.

Stazione VENTIMIGLIA

si chiede l'accoglimento del principio che si tratta di una stazione internazionale di primaria importanza e come tale, da potenziare.

Inoltre il passaggio a livello attuale nel tratto di attraversamento della strada statale n. 20 costituisce una grandissima remora al traffico cittadino e della strada statale sopra citata, la quale quanto prima assumerà maggiore importanza per il fatto che il casello internazionale dell'Autostrada dei Fiori sarà raccordato con la statale 20 a monte del passaggio a livello stesso.

CONCLUSIONI

L'eliminazione delle stazioni, che è data per acquisita, e naturalmente il frutto dell'intermediazione delle Autorità provinciali ed è strettamente condizionata alla realizzazione dello spostamento a monte.

In linea generale le modifiche proposte assolvono ad alcune esigenze economiche e finanziarie che l'Amministrazione delle FF.SS. non può disattendere:

1) una riduzione del percorso e contemporaneamente la diminuzione dei tempi di percorrenza;

2) l'accentramento in alcune zone, naturalmente capienti, del movimento passeggeri e merci con indubbi vantaggi;

3) la soluzione di un problema che da cento anni angustia le economie locali, impedendo, anche in contrasto con la Programmazione Regionale e Nazionale, uno sviluppo organico della attività turistica, che è e resta l'attività principale della Riviera dei Fiori. Ciò anche in considerazione dell'apporto che rappresenta per l'economia nazionale;

4) i Comuni sono impediti nella realizzazione dei Piani Regolatori, che non hanno possibilità di essere studiati né posti in realizzazione se non si concorda un razionale e definitivo, anche se futuro, percorso della linea ferrata che interessa tutti i nostri centri abitati.

Le Amministrazioni locali si rendono conto delle esigenze della Amministrazione delle FF.SS., ma questa non può disconoscere che soluzioni parziali e contrastanti con le esigenze locali sono antieconomiche per essa stessa e non portano ad una soluzione globale del problema.

In considerazione di ciò, mentre si chiede l'elaborazione di un Piano Generale unico, si potranno portare avanti anche realizzazioni parziali che però non siano in contrasto con il Piano Generale stesso, per modo che, tenuto conto degli alti tempi tecnici di realizzazione, le priorità che ne deriveranno siano il risultato di una mera circostanza zonale e non il frutto di frammentarie e slegate decisioni.

In tale visione si deve inquadrare la proposta avanzata dal Comune di Sanremo di anticipare in quella zona lo spostamento a monte previo un congruo contributo che il Comune stesso si impegna a versare alla Amministrazione ferroviaria. Recenti studi hanno dimostrato la possibilità che ciò avvenga senza minimamente contrastare la realizzazione dell'auspicato spostamento a monte nella zona di Taggia.

Dai conti economici precedentemente fatti, si avrebbe da parte delle FF.SS. un certo risparmio, dimodoché il costo complessivo dell'opera scenderebbe da circa 16 miliardi a circa 13.

Ciò che oggi noi chiediamo è che il Ministero, possa ancora contare sulle precedenti previsioni finanziarie ed orientare quindi le possibilità che ne derivano nella assoluta e inderogabile necessità di proseguire con lo spostamento a monte della ferrovia in galleria oltre San remo, fino ad oltre Ospedaletti, previo, come già accennato, la eliminazione della stazione ferroviaria di questa città.

Nel fascicolo che io mi permetto di consegnare all'Eccellenza Vostra, la situazione di Ospedaletti è documentata anche da una raccolta fotografica inedita, dove ben chiara appare la mortificazione che questo ridente Comune subisce dalla linea ferroviaria.

Via XX Settembre vista dalla ferrovia - 1

Signor Ministro, probabilmente il mio dire è andato oltre il tempo e limiti che mi ero imposto. So però che queste mie parole non cadranno nel vuoto.

Nei contatti che da un pò di tempo a questa parte ho avuto con funzionario del Suo Dicastero ed in particolare con il Direttore Generale delle FF.SS. e con il Capo dei Servizi Tecnici, ne ho tratto la ferma convinzione che il nostro problema è giunto a maturazione ed è sulla via di soluzione.

La realizzazione del programma già predisposto dalle FF.SS. investirà un impegno finanziario di circa 60 miliardi. Ciò che noi chiediamo in aggiunta non supera i 5 miliardi. Credo che questo sia sufficiente per dimostrare come le nostre richieste, che a prima vista potrebbero sembrare assai gravose, nella prospettiva in cui si pone la soluzione del problema, esse diventino assai modeste.

Devo riconoscere le gravi difficoltà in cui si trova la Amministrazione delle FF.SS. e la particolare onerosità dei suoi finanziamenti. E' per questo che non posso e non voglio escludere che in un domani gli enti locali che potranno usufruire di tanto beneficio dallo spostamento a monte della ferrovia, non trovino la via per impegnare anche loro possibilità finanziarie.

Mi corre in questa circostanza anche il dovere di ringraziare tutti quegli uomini politici che mai hanno tralasciato occasione per perorare tale causa. Giova ricordare le numerose interpellanze parlamentari e, in particolare, gli interventi del Sen. Zaccari, qui presente, nelle discussioni dei Bilanci del Ministero dei Trasporti negli anni che vanno dal '60 in poi.

Dagli annali parlamentari ho raccolto una frase pronunciata il 19 luglio 1960 da un Suo predecessore, Sig. Ministro, l'On.le Ferrari Aggradi, il quale già da allora così si pronunciava su questo problema: "Ci assumeremmo una grande responsabilità se ritardassimo per considerazioni extra economiche il raddoppio della Genova Ventimiglia, che rischia di costituire una strozzatura ed un intralcio negli attuali traffici con la Francia, anteponendo a questa opera il raddoppio di linee che presentano una potenzialità eccedente rispetto al traffico in atto, o a quello. prevedibile nei prossimi anni."

L'incontro odierno non è un incontro in funzione della prossima scadenza elettorale. Esso si inquadra in una azione iniziata da tempo dalla Amministrazione Provinciale e dalla Camera di Commercio di Imperia, azione che ha trovato nell'On.le Roberto Lucifredi, valido paladino. A Lui il nostro ringraziamento per averci offerto l'occasione di questo incontro. A Lei, Signor Ministro, la preghiera di voler esaminare da uomo competente e da appassionato tutore degli interessi pubblici, questo nostro grave e pressante problema.

Ciò che oggi posso assicurarLe, è la piena disponibilità di tutti per collaborare a livella amministrativo, politico e tecnico, per accelerare i tempi. Ed a Lei, Signor Ministro, chiedere non promesse demagogiche, bensì l'assicurazione che le nostre istanze troveranno in Lei, nei Suoi Alti e Valenti Collaboratori Tecnici, il giusto riconoscimento che meritano.

Signor Ministro, forse è la prima volta che Lei onora la nostra provincia di una Sua visita: sicuramente, da quando Le è stato affidato un mandato di governo.

Conoscendo i vincoli di amicizia che La legano a questa provincia, ai suoi uomini migliori, forse qualcuno ci può rimproverare di non averne approfittato prima. Ma questo non è il costume della nostra gente.

Gente abituata a vivere di cose concrete, a guardare verso l'avvenire con prudenza e senso del limite, gente abituata a chiedere non per il gusto di chiedere, ma quando chiedere diventa una necessità vera ed indilazionabile. Valgano, queste mie affermazioni, a dimostrarle, se ve ne fosse il bisogno, come il nostro problema abbia veramente raggiunto il limite, invalicabile e possa domani costituire un pericolo di rottura.

A Lei, Signor Ministro, ai Suoi Alti Collaboratori, il ringraziamento più vivo, per l'attenzione prestata e per quella che domani vorrà riservarci.