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Le quattro chiese

Le quattro chiese

Sant'Erasmo

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Facciata della chiesa di Sant'ErasmoDopo che il sistema di difesa contro gli attacchi dal mare (di cui faceva parte la torre costruita sulla spiaggia) dette una maggiore sicurezza di vita, gli abitanti di Coldirodi presero l'abitudine di costruire sui campi stessi del lavoro, le loro abitazioni evitando così di dover ogni giorno partire e tornare all'interno del loro borgo murato e sentirono il bisogno di una chiesa che permettesse loro di ascoltare la Messa senza dover salire a Coldirodi.

Fu così che la Cappella che era stata il centro dell'Ospizio dei Cavalieri divenne come una loro chiesa parrocchiale. Si noti però che questa chiesetta rimase dedicata a San Giovanni Battista (come la maggior parte delle chiese dei Cavalieri). Di essa non si sanno vicende particolari tranne che 1'11 febbraio del 1814 ospitò il Papa Pio VII che, tornando dalla prigionia a cui lo aveva ridotto in Francia Napoleone I, vi fece una sosta e accolto da una folla entusiasta diede la benedizione. In memoria di quella visita, che forse è l'unica resa da un Papa alla nostra cittadina, fu eretta presso la torre una croce di legno che ora, per salvarla dalle intemperie, è collocata nella nuova chiesa (detta di Emmaus) in Piazza Europa.

statua di Sant'ErasmoLa chiesetta di San Giovanni con l'andar del tempo divenne insufficiente sicché nel 1817, per opera del sacerdote ANTONIO CALVINI si cominciò la costruzione di un'altra chiesa che fu terminata nel 1825 e dedicata anch'essa a San Giovanni Battista; per evitare che vi fossero vicino due chiese con lo stesso nome, la primitiva cappella fu dedicata da allora in poi a S. Erasmo Patrono dei marinai alla cui confraternita essa rimase affidata.

Questa vecchia chiesetta però, diminuito il numero dei marinai ospedalettesi, decadde al punto che al principio di questo secolo si ridusse a deposito di materiale da costruzione.

Nel 1940 la Lega Navale Italiana la restaurò ponendo una stele a memoria ancora oggi all'interno della cappella.

Benemerita della conservazione di questa cappella è ora l'Associazione dei Marinai d'Italia che per opera del suo Presidente provvede a celebrare solennemente la festa del patrono alla prima domenica di Giugno.stele commemorativa

Non vi sono manufatti di particolare pregio se non la statua in legno di S. Erasmo. Sopra all'altare un grande quadro, recentemente restaurato, che raffigura la Madonna con S. Rocco, patrono dei viandanti a sinistra, e S. Erasmo a destra.

Dato il carattere della cappella vi sono esposti vari modellini di navi fra i quali una scultura in rame che è stata regalata ad Ospedaletti nel 1978 dalla città di PENNE in Abruzzo da cui sono oriundi numerosi Ospedalettesi. In una teca sono custodite l'ancora di un antico veliero trovata nel 1962 dai marinai LATELLA VITTORIO e ALFREDO, BREGLIANO CLAUDIO, VENEGANI AMLETO, ROMEY ALDO e ZOL FRANCO, come pure un'anfora romana anch'essa rinvenuta da alcuni balneanti nel 1973 nella baia di Ospedaletti.dettaglio della sommità del campanile

Recenti restauri, terminati nel 2002, hanno conferito nuovo interesse alla cappella che, riacquistando luce con la tinteggiatura chiara delle pareti e l'installazione di idoneo impianto di illuminazione, nonchè la diversa sistemazione interna, pur mantenendo l'originaria struttura, appare molto più accogliente e meno cupa ponendo in evidenza tutte le opere in essa esposte. Le tre parti in grezzo lasciate sulla facciata non sono dovute ad un mediocre restauro, bensì richiesti dalla Sopraintendenza per i Beni Architettonici di Genova con lo scopo di far risaltare l'originaria tecnica costruttiva. E' stata inoltre imposta dallo stesso Ente la riapertura delle due finestrelle sul lato est della cappella che hanno contribuito ad una migliore illuminazione dell'interno.

E' da rilevare la particolare copertura del campanile la quale anziché essere realizzata con coppi o lastre di ardesia tipiche della Liguria, é stata composta con ciottolato marino (pietre levigate dall'azione del mare, depositate sulla spiaggia).


Tratto da "Gioie e Feste...." di Bartolomeo Capoduro - Sanremo 1922

La pietà degli Avi

"Gli esempi degli Avi perchè restar nell'oblio? Essi devono servire di salutare ammaestramento ai nepoti vicini e lontani. Le case d'oggi in gran parte sono quelle degli Avi, l'aria che si respira è la stessa; medesimo è il sangue che scorre nelle vene: perchè i figli dovran essere degeneri dai padri? Contenti di averne ereditate le sostanze, devono curare di possederne il patrimonio assai più prezioso della vita religiosa e morale.

Il diritto d'argano

Gli antenati per provvedere ai bisogni della loro primitiva chiesetta, avevan fissato a suo pro il diritto d'argano: macchina composta da un grosso cono di legno, girevole mediante pertiche infisse in esso, a attorno a cui si avvolge una fune, per muovere e tirare barche a secco sulla spiaggia. Per frequenti incursioni di pirati barbareschi, nella baia ospedalettese trovavan rifugio e posto sicuro i legni inseguiti.Da una "memoria" risulta che nel 1700 vi si trovavano ben 10 battelli e 3 tartane. Il canone fisso per l'uso dell'argano era un utile che la chiesa locale ritraeva dalla marineria per generoso e doveroso concorso.