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Le quattro chiese

Le quattro chiese

Il Santuario delle Porrine

(galleria fotografica)

Sulla collina, a Ponente di Ospedaletti, spicca con i suoi due campaniletti in facciata, la chiesa della Madonna, chiamata delle Porrine a quanto pare perché il luogo era in passato un naturale giardino di pianticelle che assomigliano ai porri.

La Cappella venne costruita verso la metà del 1500 per iniziativa del "rifondatore" di Ospedaletti, il Cavaliere di Rodi Tomaso Rossi; si noti però che la primitiva chiesetta era rivolta ad oriente (e preceduta da un portichetto che tuttora esiste sebbene sia stato incorporato nella casa canonica costruita in un secondo tempo) mentre attualmente la chiesa è orientata verso nord.

Quando la permanenza fuori dalle mura cittadine divenne abituale, anche nella zona delle Porrine la popolazione residente fece ampliare la chiesetta e la collegò a Coldirodi con delle cappellette ove furono dipinti dal CARREGA i misteri del rosario (pittore genovese molto quotato all'epoca).

Purtroppo, la maggior parte di queste cappellette è andata perduta, ma rimane, sebbene deteriorato, un affresco anch'esso del Carrega sotto il portichetto già accennato, ossia di fianco all'ingresso del Santuario.

Di un certo valore è anche la statua in marmo della Madonna che troneggia sopra l'altare.

Attorno a questo Santuario c'era l'abitudine, nei secoli passati, che convenissero a celebrare la festa del Ferragosto, non solo gli abitanti stabili della zona, ma anche quelli emigrati per vari motivi, specialmente a Marsiglia: ritrovavano famigliari ed amici passando con loro qualche giorno di serena allegria; e poiché la stagione lo permetteva drizzavano le tende nei campi e si scambiavano inviti mangiando le specialità del giorno, cioè fiori di zucca ripieni detti "merisane" annaffiati da qualche bicchiere di vino non troppo forte ma di sicura genuinità.

Purtroppo non fu sempre per ragioni di gioia che si veniva al Santuario, anzi le processioni più devote ed affollate si facevano per domandare grazie nei tempi difficili, soprattutto quando le epidemie minacciavano la vita di tante persone.

L'ultima epidemia che fece vittime numerose non solo ad Ospedaletti ma in buona parte del mondo, fu quella della così detta "spagnola" nel 1918 nella quale morì anche il "Rettore" di Ospedaletti Don Alessandro Luigi Lupi. Questo Sacerdote zelante e pieno di iniziative aveva predisposto per far dichiarare Parrocchia la chiesa di S. Giovanni (che invece, fino al 1922, rimase succursale di Coldirodi) ma, finita la prima guerra mondiale, incaricato dell'ospedale militare alloggiato in una villa di Ospedaletti, fu contagiato e morì lasciando incompiuta la sua opera che in parte fu annullata e in parte compiuta dal successore il Canonico Don Bartolomeo Capoduro.

Per tornare alle Porrine dopo che Ospedaletti arrivò alla autonomia (sia canonica che civile, poiché nel 1924 Ospedaletti fu dichiarato comune autonomo e Coldirodi ne divenne frazione), si decise che al Santuario si sarebbe andati per la festa della Natività di Maria all'8 di settembre venendo in processione sia da Ospedaletti che da Coldirodi; e così si fece fino al 1950.

Nel 1949 però si fece anche nella nostra Diocesi (come in quasi tutte le Diocesi italiane) la visita della MADONNA PELLEGRINA: una statua del Cuore Immacolato di Maria fu portata in tutte le Parrocchie suscitando grandi manifestazioni di fede; e quando tutte le Parrocchie ebbero ricevuto questa visita, si decise che la statua fosse collocata nella cappella di s. Bernardo a Coldirodi e se ne celebrasse la festa alla prima Domenica di settembre.Fu così che Coldirodi avendo iniziato questa festa troncò l'abitudine della processione alle Porrine.

Da qualche anno s'è stabilito che da Ospedaletti si salga al Santuario nel pomeriggio di Capodanno (giorno in cui si festeggia Maria Madre di Dio e dei Cristiani) per domandare la Sua protezione all'inizio dell'anno; e sono numerosi tra i devoti coloro che partecipano.

Per iniziativa del Cav. ANGELO LUCCI già insegnante e Sindaco di Ospedaletti, fù rifatto in marmo il pavimento; acquistati banchi nuovi, riparato il tetto e installate nuove porte rivestite di ferro. Nel 2001 sono terminate le opere di restauro interno ed esterno e di consolidamento del tetto.Particolare attenzione é stata rivolta al restauro delle pitture, delle decorazioni interne nonché della meridiana posta sulla facciata della canonica che si possono ammirare nella galleria fotografica.

 


Documento del 1798 tratto da "Gioie e Feste...." di Bartolomeo Capoduro - Sanremo 1922 (archivi comunali)

Alla Municipalità della Colla
li cittadini degli Ospidaletti,

Noi infrascritti cittadini della Villa degli Ospitaletti chiediamo a voi Cittadini municipali, che pel bisogno di questo nostro popolo, accordiate la fede che richiede il Direttorio Esecutivo al Chierico Antonio Carvinio, qualora Egli si obblighi, ordinato che sarà Sacerdote,di portarsi quivi richiesto da noi a celebrare la Messa le domeniche e le altre feste, nelle quali corre obbligo di ascoltarla, d'istruire il popolo, ed accordatagli la licenza di confessare, di udirne le confessioni. Questo è quanto chiediamo e speriamo di ottenere da Voi.

Anno primo della Repubblica Ligure