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La storia

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NEL CUORE DI UN PRINCIPE POLACCO LE RADICI DI UN ASILO INFANTILE

Al fine di far comprendere al lettore il perché di tanti nomi illustri ed autorevoli, anche se alle loro orecchie sconosciuti, che di seguito verranno citati e che hanno fatto parte della storia non solo locale, ma nazionale ed europea, è necessario ‘‘inserire" Ospedaletti nella cornice di quel tempo

Ospedaletti in un immagine del 1907 - apre nuova pagina Ospedaletti era, all‘inizio del secolo scorso, una borgata di pescatori che anno dopo anno è stata trasformata in un luogo di villeggiatura e divertimento per il bel mondo di allora.In quegli anni era stato costruito il primo Casinò d‘Italia, l‘attuale Villa Sultana, che attirava in loco i personaggi più in vista dell‘alta borghesia europea e soprattutto nobiltà russa, polacca, inglese e francese, la quale vi si stabiliva definitivamente, attratta da un luogo la cui natura rifletteva quella selvaggia ed incontaminata di zone tropicali e dal clima mite e "favorevole alla salute" (cosi era stato allora definito).

Sono di quel periodo le più belle costruzioni che ancora oggi possiamo ammirare, circondate da stupendi giardini a vegetazione sub-tropicale.

L‘impulso determinante che ha fatto di Ospedaletti uno dei luoghi più ammirati e frequentati è stato quello della Società Fondiaria Lionese che qui ha realizzato uno dei più bei vivai di tutta la Costa Azzurra. É da questa generazione che sono scaturiti i migliori floricoltori, e nacque in quel periodo (seconda metà del1‘800) il primo mercato dei fiori che aveva luogo sulla piazza della Stazione, successivamente trasferito a Sanremo.

Autorevoli ed illustri personaggi quali botanici, giardinieri, colonnelli, ambasciatori e finanzieri del tempo, risiedettero per anni in questa Borgata.

Negli anni tra il 1840 e il 1847 vennero istituiti in Italia i primi asili d‘infanzia che avevano lo scopo di raggruppare i bambini, allora lasciati a loro stessi e poco seguiti dalle famiglie per motivi di lavoro, ai quali veniva elargito il pasto e l‘assistenza giomaliera.

Questa Borgata, luogo in cui le famiglie si dedicavano al lavoro della terra o alla pesca, ne sentì per lungo tempo il bisogno finché lo vide impiantato il 16 aprile 1885 dietro un concorso favorevole di circostanze provvidenziali. Un avvenimento così utile, che forma la vera base educativa di una popolazione, merita di essere sempre ricordato ed è a tale scopo che qui si riassumono i particolari che riguardano il suo impianto e la sua primitiva amministrazione.

n merito della prima idea di questa benefica istituzione spetta al giovane impresario Sig. Almerini Bartolomeo, il quale il 21 marzo 1891 collocava 100 Lire in un libretto della Cassa di Risparmio intestato all‘erigendo asilo.

Il Principe Lubomirsky, nobile polacco, iniziò nobilmente il principio della sua dimora in questa Borgata versando 1‘11 giugno 1893 a favore dell‘istituzione dell‘asilo Lire 50, a cui aggiunse in seguito altre Lire 120. Seguirono altre elargizioni, di italiani e di stranieri, con le quali, l‘idea del Sig. Almerini di poter impiantare un asilo, prese maggior vigore.

Nella fausta ricorrenza delle nozze d‘argento dei Sovrani allora regnanti (22 aprile 1894) il Generale Di Pettinengo - al quale è oggi dedicata una Via del centro storico - che qui risiedette dal 1888, ne prese argomento per formare un Comitato incaricato di raccogliere oblazioni per la fondazione dell‘asilo.

Sua Maestà il Re, avuta conoscenza di tale Comitato, con la generosità che lo distingueva, inviava la rilevante somma di lire 250 tramite il Parroco don Francesco Buttelli.

La sottoscrizione nel paese diede per risultato la somma di lire 78 alla quale concorsero per lire 10 ognuno dei membri del Comitato.

La prova di interessamento avuta dalla Casa Reale infuse nuovi stimoli alla costruzione dell‘asilo. Per opera del Signor Almerini, del Gen. Di Pettinengo e del Dott. Altichieri ebbe

luogo nella prima quindicina di dicembre 1894 una riunione dei capi famiglia della Borgata e sebbene vi fosse un fondo di sole lire 978,75, si decise, confidando nell‘aiuto della Provvidenza, di nominare un Consiglio di Amministrazione che assumesse l‘incarico di far nuovo appello alla carità cittadina e della "Colonia Straniera" che risiedeva nella Borgata e di fare gli occorrenti preparativi per aprire al più presto l‘asilo.

Il 30 dicembre 1894 ebbe luogo la prima riunione del Consiglio di Amministrazione durante la quale si prese atto dell‘offerta fatta dalla Società Unione di assumere a suo carico la spesa per la pigione del locale dell‘asilo in lire 212 annue convenuto col Sig. Ferreri, Capitano del Porto, e si constatò l‘esistenza di un fondo numerario di lire 1.328,75 che fu consegnato a mani del Sig. Almerini Bartolomeo, Cassiere.  Successivamente a tale riunione il Dott. Altichieri fece pratiche per là ricerca di due suore

occorrenti per l‘asilo, che ottenne dalla Congregazione di Nostra Signora della Misericordia in Savona, mediante lo stipendio annuo di lire 450 per ciascuna con l‘obbligo alle medesime di provvedere a loro spese ad una persona di servizio per i bisogni dell‘asilo.

Si ebbero altre donazioni per altre lire 658.

Il 16 aprile 1895 con grande soddisfazione della Borgata fu aperto l‘asilo nella casetta del Sig. Ferreri (prima costruzione a sinistra di via A. Ascenzo con inizio da Piazza San Giovanni).

"Esso ha un cortile campestre molto adatto alla ricreazione dei bimbi ed è situato al centro della Borgata in vicinanza della Chiesa.

Facciata della scuola materna - apre nuova pagina Quando i fondi dell‘asilo lo permetteranno si costruirà piccolo refettorio di cui vi ha difetto e che obbliga ora avvalersi della stessa scuola come sala mensa. Il Ministro della Real Casa, a nome della Reale Famiglia con lettera 25 aprile 1895, si degnò esprimere la sua soddisfazione per l‘apertura dell‘asilo ed uguale espressione si ebbe pure dalla sotto Prefettura di Sanremo e dall‘Ispettore Scolastico" cosi si legge in una relazione sommario datata 28 febbraio 1896.

Inizialmente l‘asilo fu frequentato da 30 bambini che aumentarono fino alla media di 40-45 nel febbraio 1896. Le famiglie pagavano per ogni bambino lire 2 mensili che davano diritto, durante il pranzo di mezzogiorno, ad una "buona ed abbondante minestra" (come si legge nei registri dell‘asilo).

Dal momento in cui l‘asilo nacque si fece a gara nella Borgata ad organizzare feste, intrattenimenti, concerti e lotterie nei lussuosi e frequentatissimi alberghi di Ospedaletti.

L‘introito straordinario di lire 415 fu il frutto di un trattenimento musicale avvenuto nel Casinò di Ospedaletti sotto la generosa iniziativa dell‘Ing. Gerach Rappresentante della Società francese e dei Sigg. Hauser e Brilughi, Direttori degli Hotel De la Reine e Suisse con le rispettive famiglie.

Il 1° febbraio 1896 decedette in loco il Tenente Colonnello della Riserva Cav. Vaschetti, veterano in Crimea, il quale lasciò all‘asilo lire 200.

In uno dei saloni del Casinò l‘11 marzo l898 ebbe luogo un "Gran Concerto” a beneficio dell‘asilo con la partecipazione del Tenore Comm. Tamagno e la celebre artista Sig.na Dina Barberina che fruttò, un introito netto di lire 3.136. Ancora oggi esiste, depositato nell‘archivio dell‘attuale scuola materna P. Lubomirsky, un esemplare del manifesto stampato interamente in francese a dimostrazione che l‘alta borghesia del luogo era composta principalmente da persone straniere, soprattutto francesi, olandesi, belgi e svizzeri; nonché alcuni elenchi con sottoscrizioni autentiche dei benefattori.

Altre feste furono organizzate, ma quella che ebbe altrettanto successo fu quella effettuata sempre nel Casinò e denominata "Festa dell‘albero di Natale", svoltasi il 6 gennaio 1899, che produsse un incasso di lire 897.

Nel corso degli anni tantissime offerte vennero elargite da coloro che venivano coinvolti dai promotori dell‘iniziativa.

Nella seconda seduta del Consiglio, in data 21 aprile 1895, venne nominata una Commissione composta dai Sigg. De Prado, Dott. Altichieri e Littardi Giacomo con l‘incarico di compilare il regolamento dell‘asilo. Questo venne stampato nella sua versione definitiva in francese, tedesco ed italiano nel 1899 nello stabilimento tipografico Bianchieri di Sanremo.

In data 14 dicembre 1907 fu erogato il primo anticipo di lire 1.500 al Sig. Almerini Bartolomeo per la costruzione dell‘asilo e successivamente, entro il 6 giugno 1908, complessivamente altre lire 4.717.

Fotografia dell‘Asilo intorno al 1927 - apre nuova paginaLa costruzione fu terminata entro lo stesso anno e dal 1 gennaio 1909 l‘asilo ebbe finalmente la sua vera dimora. (nel centro della foto, datata 1927, si può intravedere l‘edificio dell‘Asilo)

Negli anni successivi molti benefattori fecero offerte per l‘asilo e nel 1927, riappare nei verbali e nei bilanci il nome del Principe Alessandro Lubomirsky il quale era, nèl frattempo, deceduto. Il Principe è nominato più volte nei verbali in quanto non era sicuro un suo presunto lascito in favore dell‘asilo, ma ogni dubbio fu sciolto dal Cassiere Sig. Quartino, il quale venne informato di un lascito legato all‘asilo presso la Banca Garibaldi dove si recò il 20 dicembre 1927 per svincolarlo. Nello stesso mese fu fatta celebrare all‘asilo una Messa funebre in memoria del compianto Principe.

Tra il 1927 e il 1933 fu deciso di costruire nell‘asilo, in onore del Principe Lubomirsky, un teatro con annessa sala di ricreazione che avrebbe permesso non solo ai bambini ma à tutta la popolazione di assistere o di essere interpreti di Commedie teatrali e di feste da ballo. Non va dimenticato che chi conobbe il Principe ricorda che era una persona di straordinaria e rara sensibilità nei confronti dei giovani di Ospedaletti per i quali allestiva gioiose feste da ballo nella sua residenza - Villa Belvedere a tutt‘oggi restaurata - ed ai quali offriva stupende serate di allegria e ritrovo. La sua più grande soddisfazione era quella di osservare da un loggione che si affacciava sulla sala da ballo, che comprendeva quasi per intero il piano terreno della villa e che era circondata da un giardino da sogno, tutte quelle persone che si divertivano al dolce suono delle melodie di allora in voga e suonate da vere orchestre da lui stesso ingaggiate.

Il teatro, a lui intitolato, ebbe un costo di lire 40.050,85 che venne pagato alla ditta costruttrice il 17 agosto 1933.

Il Principe Lubomirsky non fu solo un benefattore dell‘asilo, ma anche della parrocchia, alla quale fece un‘offerta per il restauro della facciata della Chiesa (San Giovanni).

Nel 1960 l‘asilo fu nuovamente ampliato con la costruzione della sala mensa, anche questo fu possibile grazie all‘intervento di alcuni privati particolarmente generosi.

Altri lavori sono stati effettuati negli anni scorsi quali il rifacimento dell‘mpianto elettrico, la centrale termica scuola materna - asilo nido visti da sud - apre nuova pagina(nell‘asilo esistono ancora gli originali termosifoni in ghisa installati alla costruzione). Negli anni 70 il teatro, fatiscente per le ferite dovute alla seconda guerra mondiale, fu demolito ed al suo posto è stato costruito (nel 1975) un ampio salone per il gioco dei bambini ed al piano superiore l‘asilo nido comunale ove ha tuttora la propria sede (nella foto la completa ala di sinistra dell‘immobile, contraddistinta dalle tende blu). Questa costruzione è stata finanziata dalla Regione Liguria è realizzata dal Comune di Ospedaletti.

L‘edificio è comunque di proprietà della Scuola Materna "P. Lubomirsky" (ora è d‘obbligo chiamarla cosi) grazie alla convenzione stipulata in data 10 marzo 1975 era l‘Ente ed il Comune di Ospedaletti.

La Scuola Materna "Principe Lubomirsky", cosi chiamata anche dopo l‘abbattimento del teatro, è divenuta Ente Morale con Decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 24.1.1965.

Se vengono presi in considerazione i dati di frequenza dei bambini con molta probabilità la Scuola Materna di Ospedaletti può dirsi fiera di non aver risentito fino al 1998, anno in cui è stata istituita la Scuola Materna Statale, del fenomeno del calo delle nascite in special modo negli ultimi anni.

Dal 1994 la Scuola Materna è sostenuta finanziariamente da un sostanziale contributo del Comune a seguito della stipula di una convenzione.

Ciò che ritengo sia più importante in tutta questa affascinante storia è come l‘entusiasmo di dar vita a qualcosa di veramente grande ed importante abbia unito tante persone di nazionalità, impegno sociale e possibilità finanziarie così diverse tra di loro. Quante famiglie in oltre 100 anni hanno usufruito di questa istituzione? E‘ quasi impossibile contarle, ma il dato in sé non è di rilevante importanza; quello che veramente conta è ciò che è stato dato ai bambini. E‘ a loro, alla loro educazione ed assistenza che hanno pensato tutti coloro che si sono dedicati, col volontariato a questo asilo.

Anna Bregliano

Ingresso della Scuola Materna - apre nuova pagina