Le
streghe di Bargazza
L’altro giorno ero a Bargazza fui menato ad un festino
Eran sempre a me vicino de ragazze a favellar
Poi venne l’ora della partenza. Lor mi chiesero di andare con se
Io l’accompagno in conseguenza. Che bell’andare a tutt’aria
che gli è
Discorrendo per la via noi giungemmo a casa loro
Non ti dico che lavoro che si misero a tramà
Tosto arrivate presso un vasetto s’unser tutte m’unsi anche
me
Dicendo ungetevi fa bon effetto. Che bell’andare a tutt’aria
che gli è
In codesto contrattempo ecco un capro grosso e nero
Domandare io dico il vero come si voleva andà
Ci porto’ a cavalluccio tra le stelle e le comete
Pare impossibile se un ci credete. Che bell’andare a tutt’aria
che gli è
Si volò tanto lontano su città pianure e monti
È proprio il caso ch’io racconti dove il diavolo ci portò
In un palazzo illuminato di dentro e fori ch’era un piacer
Da strane genti tutto abitato. Che bell’andare a tutt’aria
che gli è
Venne l’ora del rinfresco come si una nei festini
C’eran dame e ballerini differenti a questi qua
Tutta la mimica senza parole senza muoversi senza parlà
Chi non c’è stato creder non pole. Che bell’andare
a tutt’aria che gli è
Poi spari tutto in un momento non restò neppur le mura
E le streghe e la montura eran pronte per partì
Ma dei caproni di quella razza dove si trovin io non lo so
Dal cielo il diavolo fino a Bargazza in un momento ci riportò
Che bell’andare a tutt’aria
Che bell’andare a tutt’aria
Che bell’andare a tutt’aria che li è
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